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ARCHIVIO DI STATO DI PRATO

I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE
del Palazzo Datini

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Palazzo Datini: un edificio trecentesco di alto valore monumentale che, nel tempo, ha subito le modifiche conseguenti alle diverse funzioni cui ha dovuto rispondere.
Costruito come abitazione dal facoltoso mercante Francesco di Marco Datini, poi sede dell'amministrazione del "Ceppo dei poveri", la fondazione benefica nata dal lasciti datiniano, nel 1958, dopo un accurato restauro effettuato sotto la direzione dell'Arch. Nello Bemporad della Soprintendenza ai beni Architettonici di Firenze, che restituì il Palazzo alle sue forme originarie, è divenuto sede della Sezione di Archivio di Stato di Prato, istituita in quell'anno.
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Oggi, l'antico Palazzo ha dovuto superare un'altra importante prova, sollecitata dalle nuove esigenze del nostro tempo. In primo luogo quelle della normativa vigente che richiede che i luoghi dove si esercitano attività pubbliche abbiano tutti i requisiti di sicurezza e di prevenzione incendi.

In secondo luogo, quelle che nascono dalla volontà di migliorare la fruibilità dei locali e i servizi al pubblico nonché di restituire all'uso alcune parti del Palazzo prima inaccessibili. Tutto questo allo scopo di ottenere una maggiore valorizzazione delle potenzialità dell'Istituto nei confronti del pubblico, soprattutto dopo la sua erezione ad Archivio di Stato autonomo (dal 1998).
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Per questo motivo è stato elaborato un dettagliato piano di intervento che ha interessato la porzione di fabbricato destinato ad Archivio.
Il progetto è stato curato dal Servizio Tecnico per l'Edilizia Archivistica, che costituisce l'organo tecnico dell'Ufficio Centrale per i Beni Archivistici (Ministero per i beni e le Attività Culturali) ed ha ricevuto il nulla osta della Soprintendenza ai beni Ambientali e Architettonici di Firenze (essendo l'edificio vincolato ai sensi della normativa vigente per i beni storico-artistici) e l'autorizzazione edilizia del Comune di Prato. Esso non si limita ad un adeguamento impiantistico ma comporta anche un'importante opera di restauro e il risanamento conservativo di Palazzo Datini, in modo da renderlo adeguato ad accogliere le lavorazioni che la presenza dell'Archivio comporta.
I lavori, finanziati in gran parte dal Ministero per i beni e le Attività Culturali per una spesa di circa 3 miliardi, hanno visto anche il concorso della proprietà (Casa Pia dei Ceppi) per quanto di competenza e il contributo di Enti e Istituzioni cittadine, come la Fondazione Cassa di Risparmio (100 milioni) e la Provincia di Prato (150 milioni).
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Essi sono stati realizzati in due stralci. Il primo stralcio ha interessato il primo piano ed il sottotetto ed ha comportato alcuni interventi strutturali come:
  • Il totale rifacimento dell'impianto elettrico secondo quanto richiesto dalla normativa vigente in materia di prevenzione incendi, ma anche nel rispetto delle caratteristiche monumentali del Palazzo;
  • La realizzazione di un impianto di trasmissione dati per il cablaggio dei locali
  • La realizzazione di un impianto di rilevazione fumi elettrico per il primo piano adibito ad uffici e sale al pubblico e per il piano sottotetto;
  • La realizzazione di un impianto di termo-condizionamento a pompa di calore;
  • La compartimentazione dei locali con porte REI;
  • La realizzazione di un'uscita di sicurezza nel locale sala di studio collegata con il vano scale;
  • La realizzazione di ascensore oleodinamico a giorno nel vano scale a servizio dei piani terreno, primo e sottotetto, ai sensi della normativa sulle barriere architettoniche;
  • La realizzazione di una rampa di scale per l'accesso al sottotetto, per il recupero funzionale dei locali prima inaccessibili e per l'alloggiamento delle centraline degli impianti elettrici, di condizionamento e di sicurezza.
  Progettisti: Arch. Massino Tiballi Arch. Gioacchino Panniglia Direttore dei lavori: Arch. Massino Tiballi Ditte Appaltatrici: ARES s.r.l. (opere murarie) A.L.E.S.S. s.r.l. (impianti)
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Questi lavori, che hanno restituito al Palazzo una nuova dignità, sono terminati nel giugno 2000 per cui oggi i locali del primo piano hanno tutte le caratteristiche di accessibilità e sicurezza richieste dalla normativa e sono in grado di accogliere gli studiosi e i visitatori offrendo i servizi richiesti da un moderno Istituto di conservazione documentaria.

In particolare, è stata allestita una nuova sala di studio composta di due ambienti, uno dedicato alla consultazione degli inventari e degli strumenti in formato elettronico, dalla quale è possibile anche connettersi in Internet per accedere alla consultazione del catalogo provinciale delle biblioteche, e un'altra dedicata alla consultazione del materiale archivistico.
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Ha completato l'opera di restauro la pulitura della sinopie originali degli affreschi che anticamente decoravano le mura esterne del Palazzo nonché di alcuni elementi di decorazione esterna a colori.
Dopo un intervento di pulizia eseguito dal Laboratorio per Affresco di Vainella che ha eliminato i consistenti residui di polvere accumulatisi negli anni, esse sono state collocate nei locali del primo piano, dove possono essere adeguatamente apprezzate. Tale intervento è stato reso possibile grazie ad un ulteriore contributo della Fondazione Cassa di Risparmio alla Casa Pia dei Ceppi.

Infine, con un ulteriore finanziamento ordinario, è stato completata la ristrutturazione del piano sottotetto, con il recupero di locali prima inutilizzati in cui sono state collocate le centraline degli impianti e un ampliamento degli spazi dedicati alle lavorazioni proprie dell'Istituto.
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Il secondo stralcio dei lavori, attualmente in corso, comporta i seguenti interventi, interessanti il piano terreno adibito a deposito di archivio:
  • compartimentazione dei locali e posa in opera di porte e pannellature REI, - realizzazione di impianto di spegnimento automatico a gas autoestinguente e impianto rilevazione fumi - consolidamento dei solai;
  • realizzazione di struttura in carpenteria metallica e scaffalatura disposta a doppio volume su tutti i locali, con a terra scaffali di tipo compatto su binari e sul soppalco scaffali a ripiani, con scale di collegamento e realizzazione di vie d'esodo;
  Progettisti: Arch. Massimo Timballi Arch. Gioacchino Panniglia Direttore dei lavori: Arch. Gioacchino Panniglia Imprese appaltatrici: ARIEM s.r.l. (opere murarie) TADDEI s.r.l. (carpenteria metallica) HONEYWELL DATING s.p.a. (impianti)
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La realizzazione di questi lavori ha comportato lo svuotamento dei depositi e lo spostamento di tutto il materiale archivistico in altre sedi. La maggior parte di esso è stato accolto presso il deposito sussidiario dell'Archivio di Stato di Firenze a Sesto Fiorentino, messo gentilmente a disposizione da quell'Istituto.

I fondi più antichi e consultati sono invece rimasti a Prato, alcuni all'interno del Palazzo Datini, grazie ad alcuni locali messi gentilmente a disposizione dalla Casa Pia dei Ceppi, altri presso l'Archivio Vescovile di Prato, con il quale è stata stipulata una convenzione che consente la consultazione del materiale presso la sala di studio dello stesso Archivio Vescovile.

Al termine dei lavori, i depositi accoglieranno di nuovo il materiale archivistico nelle condizioni di sicurezza previste dalla normativa. Il nuovo assetto delle scaffalature consentirà inoltre di accogliere anche ulteriori depositi e versamenti di archivi.

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