Patrimonio

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Guido Pampaloni (a dx) con Federigo Melis a passeggio per Prato (circa 1960)

La data di nascita dell’Archivio di Stato di Prato coincide con la conclusione del restauro di Palazzo Datini ad opera di Nello Bemporad.  Il 10 gennaio 1957 veniva ufficialmente decretato l’istituzione di una sottosezione dell’Archivio di Stato di Firenze e fu dato incarico a Guido Pampaloni di riordinarne le carte che allora costituivano e ancora ne costituiscono, il nucleo centrale del patrimonio documentario dell’Archivio di Prato: l’Archivio storico del Comune di Prato (inventariato da Ruggero Nuti nel 1939), l’Archivio della Casa Pia dei Ceppi che comprendeva l’Archivio di Francesco di Marco Datini, l’Archivio del Patrimonio Ecclesiastico (amministrato dai Ceppi e comprendente le carte di conventi, monasteri, opere e congregazioni di Prato e suo contado), la parte più antica dell’Archivio dell’Ospedale di Misericordia e Dolce, quello di un Conservatorio dedicato all’istruzione delle fanciulle (il Conservatorio delle pericolanti, poi Scuola di Carità in Santa Caterina), quello del Monte di Pietà e infine l’Archivio della Confraternita di Misericordia. La solenne inaugurazione avvenne l’anno successivo, e già poteva disporre di una sommaria guida – inventario a stampa, curato dallo stesso Guido Pampaloni.
I magazzini della Casa Pia dei Ceppi, dove era stato conservato il grano e cucinato il pane distribuito ai poveri della terra e città  di Prato divennero così “il granaio” per gli storici, dove le più preziose memorie venivano raccolte, ordinate  e messe a disposizione della ricerca.

I depositi dell’Archivio di Stato (circa 1960)

I successivi accrescimenti hanno seguito la traccia già segnata: l’Archivio dei Ceppi è stato completamente depositato, tranne la parte corrente, l’Archivio dell’Ospedale giunge oggi fino agli anni ’60; il Comune di Prato ha depositato presso l’Archivio di Stato le carte delle disciolte IPAB.

A partire dall’istituzione della Provicia di Prato (1997) si sono aggiunti i versamenti degli atti provenienti dagli uffici periferici dello stato, come i registri dello Stato Civile  provenienti dal Tribunale di Firenze,  le dichiarazioni di successione dall’Ufficio del Registro, le pratiche del Comando dei Vigili del Fuoco ed altri ancora.

Nel 2006 è stato donato dagli eredi l’Archivio di Guido Bisori (1902 – 1983) sottosegretario agli Interni nel governo De Gasperi, che molto si adoperò per gli archivi pratesi e palazzo Datini.

Attualmente sono in corso di perfezionamento le pratiche relative alla donazione dell’Archivio di Carlo Paoletti (1930-2007)  protagonista della valorizzazione del patrimonio culturale della città.