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COMUNE DI PRATO
Soprastanti e buonomini delle Stinche


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Un uomo incarcerato e con i ceppi ai piedi
Le più antiche carceri di cui si ha notizia erano nella torre e casa di Caccia di Gianniccone, in porta Tiezi: furono chiamate la Pagliazza e per esse il comune pagava un fitto ai proprietari. Nel 1293 fu acquistata una casa dagli eredi di Rodolfo di messer Drudolo, e adattata a prigione (Diurno 57). Secondo la tradizione pratese, nel 1484 un'imnmagine della Madonna, che era dipinta in un tabernacolo sopra una finestra di quelle carceri, operò straordinari miracoli. Si decise quindi di costruire in quel luogo una chiesa, disegnata da Giuliano da Sangallo, che prese, appunto, il nome di S. Maria delle Carceri. L'ultima sede delle prigioni, chiusa soltanto qualche decennio fa, fu dietro il Palazzo Pretorio, nella via del Porcellatico. Della sua costruzione si tratta nel Diurno 112.
Una riforma statutaria del 1297 fa menzione della pietosa usanza di liberare alcuni carcerati in occasione della Pasqua. In quel giorno i prescelti erano offerti nella Pieve, quando si celebrava la messa, in onore di Dio, della Vergine ee di S. Stefano, e quindi rimessi in libertà (Diurno 61, c. 42v).

N.
3622 Capitoli e ordini da osservarsi dai Soprastanti delle Stinche 1584-1690
3624-3627 Partiti, decreti e deliberazioni dei soprastanti 1584-sec. XVIII
3623 Ordini, rescritti e lettere dei Buonomini 1679-1741
3619-3620 Nomi e inquisizioni di carcerati 1328-1421
2628-3631 Entrata e uscita 1690-1786
3632 Carceri mandamentali: lettere e documenti diversi 1862-1865

BIBL.: PAMPALONI, p. 25.