Indietro Home Archivio di StatoHome

 

COMUNE DI PRATO
Atti di finanza
Libra ed altre imposte dirette


70 Kb.
Domenico e Michele di Falcuccio, banditori del Comune di Prato, si esercitano a scrivere il loro nome su una carta
 dello statuto del Danno dato
Una rubrica dello Statuto (vol. 2, framm. 1) prescriveva che il Podestà, per estinguere il debito comunale, facesse convocare il Consiglio generale per fargli deliberare la nuova Libra da farsi ed eleggere chi la doveva imporre in Prato e nel Distretto. Gli eletti si chiamavano allibratori, perché dovevano scrivere in apposito registri le persone che dovevano pagare l'imposta, che era egualmente ripartita tra gli abitanti di dentro e fuori le mura. Lo stesso Consiglio determinava l'entità del dazio da imporre e ne rendeva nota la causa.
La Libra veniva raccolta da otto cittadini eletti dal capitano, uno per Porta, e quando si facevano i pagamenti erano presenti i camarlinghi del Comune e il Capitano. I collettori non potevano essere obbligati ad accettare l'ufficio.
Il Podestà doveva egli stesso o per mezzo di suoi ambasciatori rivolgersi al Vescovo e al Proposto di Prato perché disponessero che le chiese di Prato e del Distretto pagassero la quota del debito di cui sarebbero state gravate. Gli uomini delle ville del Distretto dovevano farsi da sé la Libra e dividersi la somma loro assegnata dal Consiglio.
La Libra era un'imposizione diretta, calcolata sull'estimo dei beni dell'allibrato, e valutata con una percentuale variabile secondo l'ammontare del debito che si voleva estinguere o della somma di cui il Comune aveva bisogno; talvolta, però, sotto il suo nome, andavano vere e proprie prestanze (prestiti forzosi), determinate da straordinaria o urgente necessità.
N.
2431 Imposizioni della libra (imposta diretta ragguagliata sull'estimo). Filza frammentaria formata dal Casotti 1287-1327
2432 Libra delle porte, al tempo del podestà Francesco de' Pazzi e del capitano Angiolo degli Alberti 1325
2433 Imposta del sale 1387-1398
2434-2437 Dazzaioli delle porte e delle "ville": pagamenti fatti ai camarlinghi dagli allibrati 1396-1414
2438-2444 Imposte varie: tra le altre si notano l'estimo della porta capo di Ponte, il dazio delle guardie e delle Stinche, le riscossioni per condanne del Podestà ecc. 1413-1495
2445 Dazzaiolo di Bastiano di Giov. Bizzocchi, camarlingo del contado di Prato 1484-1485
2446 Dazio a soldi xxx per lira 1424
2447 Allibrati del contado di Firenze (S. Casciano, Prato, Castelfiorentino) 1502
2448-2540 Libri di entrata dell'imposte di Prato città e del suo contado 1452-1511
2541-2547 Specchi dei debitori del comune 1439-1698
2429 Suppliche e note di debitori del comune e delle case pie secc. XVI-XVII

BIBL.: NUTI, p. 153;PAMPALONI, pp. 14-22, 27.