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COMUNE DI PRATO
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Il Camarlingo Nella mani di quest'ufficiale si raccoglieva il denaro di tutte le entrate, che era custodito nella Camera del Comune; egli pagava le spese, conservava il sigillo da apporsi alle lettere prima della spedizione. Durante il tempo dell'indipendenza comunale si trovano di frequente due camarlinghi; per alcuni anni l'ufficio è nella mani di due frati del Carmine. Il compito di registrare in appositi libri le partite dei pagamenti e delle riscossioni e tutte le altre scritture contabili era affidato ad un notaio, chiamato notaio di Camera. Il Consiglio Generale eleggeva i revisori della gestione e determinava chi doveva approvare la relazione. Gli obblighi del Camarlingo si leggono negli Ordinamenti del 1405 e nei Capitoli del 1439 (Diurno 81), attraverso i quali si ha notizia che i camarlinghi erano tenuti a rispondere per tutta la massa dell'estimo, dei dazi, delle imposte e gravezze approvate e bandite dai Comuni di Prato e di Firenze e ad intraprendere le azioni opportune contro i debitori. Una riforma statutaria del 1463 (Statuti 6, fasc. 8) prescrive che l'ufficio duri sei mesi e avvenga mediante estrazione dei candidati da una borsa in cui sono posti i nomi degli idonei a tale magistratura. Il Camarlingo non poteva mettere in uscita alcuna somma di denaro se prima non aveva ricevuto dalle mani del Cancelliere la cedola di stanziamento, e il Cancelliere poteva dare tale cedola solo al titolare della Camera o al suo legittimo procuratore. Salvo brevi parentesi, questa magistratura fu sempre occupata da pratesi; anzi essa era molto ambita dai membri delle principali famiglie, fossero essi rappresentanti della borghesia artigiana che giunse al potere del Comune dopo l'esodo e la fine delle antiche consorterie magnatizie, o, più tardi, della nobiltà cittadina, che in gran parte era discendente ed erede proprio di quella borghesia. I libri più antichi dei camarlinghi ci sono giunti, come tutte le altre serie dell'archivio comunale, assai lacunosi; per di più chi li ordinò anticamente li dispose in modo assai confuso rispetto all'ordine cronologico e li mescolò a quelli delle Gabelle e delle Ragioni, includendovene anche alcuni del tutto estranei. Provveditori di Camera Nelle riforme statutarie della seconda metà del secolo XV, (Statuti
6) è detto che il Provveditore di Camera ha il compito di curare
la manutenzione dei palazzi comunali con facoltà di spendere fino
ad una certa somma senza provvisione dei Consigli. A questi compiti si
aggiunse poi l'obbligo di fare l'inventario degli arredi del Comune esistenti
nel palazzo del podestà ad ogni cambiamento di questo magistrato.
In seguito fu incaricato di provvedere anche ad altri lavori, come le
strade, mura, porte, ecc. |
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La gestione delle spese del trattamento del Gonfaloniere e Priori fu denominata
Apparecchio. Essa faceva capo ad un Depositario, che doveva essere
il Governatore dell'Opera del Cingolo, che raccoglieva gli assegnamenti
dai conduttori delle Gabelle, dal Camarlingo
generale, dai Ceppi e dalle persone
ammesse alla cittadinanza. Con tali proventi egli provvedeva alle spese
giornaliere, alle rigaglie dovute ai donzelli ed alla distribuzione degli
argenti che i Priori potevano conseguire invece dei pasti.
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