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COMUNE DI PRATO
Atti di finanza
Camarlingo, provveditore e notai di camera


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Dalla riforma del 1389: il famiglio e il nunzio del notaio
Il Camarlingo

Nella mani di quest'ufficiale si raccoglieva il denaro di tutte le entrate, che era custodito nella Camera del Comune; egli pagava le spese, conservava il sigillo da apporsi alle lettere prima della spedizione. Durante il tempo dell'indipendenza comunale si trovano di frequente due camarlinghi; per alcuni anni l'ufficio è nella mani di due frati del Carmine. Il compito di registrare in appositi libri le partite dei pagamenti e delle riscossioni e tutte le altre scritture contabili era affidato ad un notaio, chiamato notaio di Camera. Il Consiglio Generale eleggeva i revisori della gestione e determinava chi doveva approvare la relazione.
Gli obblighi del Camarlingo si leggono negli Ordinamenti del 1405 e nei Capitoli del 1439 (Diurno 81), attraverso i quali si ha notizia che i camarlinghi erano tenuti a rispondere per tutta la massa dell'estimo, dei dazi, delle imposte e gravezze approvate e bandite dai Comuni di Prato e di Firenze e ad intraprendere le azioni opportune contro i debitori. Una riforma statutaria del 1463 (Statuti 6, fasc. 8) prescrive che l'ufficio duri sei mesi e avvenga mediante estrazione dei candidati da una borsa in cui sono posti i nomi degli idonei a tale magistratura. Il Camarlingo non poteva mettere in uscita alcuna somma di denaro se prima non aveva ricevuto dalle mani del Cancelliere la cedola di stanziamento, e il Cancelliere poteva dare tale cedola solo al titolare della Camera o al suo legittimo procuratore.
Salvo brevi parentesi, questa magistratura fu sempre occupata da pratesi; anzi essa era molto ambita dai membri delle principali famiglie, fossero essi rappresentanti della borghesia artigiana che giunse al potere del Comune dopo l'esodo e la fine delle antiche consorterie magnatizie, o, più tardi, della nobiltà cittadina, che in gran parte era discendente ed erede proprio di quella borghesia.
I libri più antichi dei camarlinghi ci sono giunti, come tutte le altre serie dell'archivio comunale, assai lacunosi; per di più chi li ordinò anticamente li dispose in modo assai confuso rispetto all'ordine cronologico e li mescolò a quelli delle Gabelle e delle Ragioni, includendovene anche alcuni del tutto estranei.

Provveditori di Camera

Nelle riforme statutarie della seconda metà del secolo XV, (Statuti 6) è detto che il Provveditore di Camera ha il compito di curare la manutenzione dei palazzi comunali con facoltà di spendere fino ad una certa somma senza provvisione dei Consigli. A questi compiti si aggiunse poi l'obbligo di fare l'inventario degli arredi del Comune esistenti nel palazzo del podestà ad ogni cambiamento di questo magistrato. In seguito fu incaricato di provvedere anche ad altri lavori, come le strade, mura, porte, ecc.
I modi di elezione variarono nel tempo: quando per nomina del Consiglio, quando per estrazione da una apposita borsa, e quando per designazione del governo centrale.
Nei tempi più antichi si usava segnare nei Diurni gli stanziamenti di spese che venivano approvati dal Magistrato, ma per un certo periodo quelle provvisioni si scrissero a parte in speciali registri, di cui ci rimangono quelli dal 1434 al 1462.

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Gonfaloniere di Prato, vestito del suo abito
La gestione delle spese del trattamento del Gonfaloniere e Priori fu denominata Apparecchio. Essa faceva capo ad un Depositario, che doveva essere il Governatore dell'Opera del Cingolo, che raccoglieva gli assegnamenti dai conduttori delle Gabelle, dal Camarlingo generale, dai Ceppi e dalle persone ammesse alla cittadinanza. Con tali proventi egli provvedeva alle spese giornaliere, alle rigaglie dovute ai donzelli ed alla distribuzione degli argenti che i Priori potevano conseguire invece dei pasti.

N.
873-879 Frammenti di entrata e uscita tenuti dal camarlingo generale 1285-1347
880 Busta contenente 15 registri di entrata e uscita dei camarlinghi e decreti delle gabelle 1327-1342
881-892 Entrata e uscita del camarlingo 1285-1493
894-917 Revisioni dei ragionieri alla gestione dei camarlinghi del comune e delle opere pie 1379-1779
918-1213 Libri di entrata e uscita tenuta dal camarlingo generale e da quello della Decima 1543-1808
1214 Ricordi del camarlingo e memorie della Cappella di Musica
Libretti vari del camarlingo: partite casse dal magistrato dei Cinque conservatori del contado; mandati e quietanze della Cappella di Musica
1418-1660
1216-1220 Entrata e uscita tenuta dal camarlingo generale 1505-1542
1221 Documenti relativi al saldo del camarlingo 1808
1222-1237 Debitori del comune, giornali di cassa, riscossioni e pagamenti, libri di spese 1808-1814
1238-1246 Bilanci di previsione e rendiconti dei censi 1815-1865
1247, 1250-1301 Carte di corredo ai bilanci 1813-1864
1248-1249 Osservazione ai saldi della comunità di Prato fatte dalla Camera comunitativa di Firenze e risposte del comune pratese 1815-1864
1302-1338 Registri dei mandati di pagamento 1829-1864
1339-1355 Libri del provveditore di Camera relativi alla manutenzione dei palazzi comunali e alla compilazione degli inventari degli arredi appartenenti alla comunità 1587-1687
1356-1357 Stanziamenti 1434-1462
1358-1365 Depositario dell'apparecchio, governatore dell'Opera del Cingolo: spese per il trattamento dei priori e del gonfaloniere 1553-1788
1366-1339 Camarlingo dello stabulario: introiti della gabella per lo stallaggio delle bestie 1564-1650
1370-1729 Registri tenuti dal camarlingo dei pegni con il ricordo dei pegni consegnati dalla corte del Podestà, della loro vendita e della loro restituzione ai proprietari 1555-1755
1730-1764 Vendite di pegni 1539-1808

BIBL.: NUTI, pp. 139, 148-149;PAMPALONI, pp. 14-22, 27.