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PATRIMONIO ECCLESIASTICO
Regg. e bb. 3.852 con atti dal 1308 al 1789, pergg. 87 (1274-1682). Inventario sommario.
Istituito da Pietro Leopoldo nel 1783-1784 (motupropri 22 luglio 1783 e 29 agosto 1784) a seguito della politica riformatrice attuata in campo ecclesiastico su ispirazione del vescovo Scipione de' Ricci, fu concepito come un nuovo istituto in cui concentrare le rendite patrimoniali delle opere parrocchiali e di alcuni conventi soppressi, per servire ai bisogni del culto all’interno della diocesi. Dopo la generale soppressione delle compagnie laicali (motuproprio 21 marzo 1785) esso accolse anche i loro patrimoni ed archivi. Dal 1788 esso fu unito, quanto all’amministrazione, al Patrimonio ecclesiastico di Pistoia e, nel 1795, l’amministrazione residua scorporata e gli archivi vennero passati alla Casa Pia dei Ceppi.
Contiene gli archivi delle opere, dei conventi, delle compagnie e congreghe soppressi in epoca leopoldina nella città di Prato e nel contado. Molti di questi archivi, a loro volta, contengono libri di famiglie e di persone pervenuti per eredità o donazione agli enti soppressi.
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Città di Prato
Contado di Prato
BIBL.: PIATTOLI, pp. 45-72; ASI 1956, p. 582. F. CAMMEO, I patrimoni ecclesiastici; A. BADIANI, Sullo scioglimento dei patrimoni; C. FANTAPPIÉ, Riforme ecclesiastiche.

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RESTI DEL PATRIMONIO ECCLESIASTICO
Dal 1793 fu iniziata dal legislatore un'opera di liquidazione del
patrimonio ecclesiastico. Si ebbero così i Resti che a Prato
furono staccati dal Patrimonio ecclesiastico di Pistoia e affidati alla Casa pia dei Ceppi.
L'archivio contiene documenti concernenti il governo spirituale e
temporale di opere pie, compagnie religiose, conventi e benefizi.
Comprende regg., bb. e fascc. 439 dal 1776 al 1939, con alcuni
documenti del sec. XV. È provvisto di inventario sommario.
BIBL.: PIATTOLI, pp. 43-44.
F. CAMMEO; A. BADIANI.
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